lunedì 23 gennaio 2012

Se non era questione di titoli accademici, allora...

...è questione di "Ateneo di provenienza".
Certo, studiare in una determinata parte dell'Italia, in quella determinata Università vale molto di più che aver studiato in un'altra Università.
Come non averci pensato prima??

Non valorizziamo la conoscenza, non diamo il giusto peso alle competenze acquisite ma, sì mettiamo in luce un Ateneo piuttosto che un altro e così sia.
Perchè dare valore al corso di Laurea ed alla persona che ha conseguito il titolo?
Troppo difficile.

Dimmi da che Ateneo vieni e ti dirò chi sei!
E se puoi accedere a tal concorso e quanto vale in termini di punteggio.

Ed ancora, perchè fare distinzioni fra lauree? No, tutte uguali ai fini concorsuali "se la posizione non richiede competenze specifiche" anzi, varranno anche le esperienze maturate nel settore.

Insomma,  niente è come prima tutto è come prima.

Ed ora, con la mia cara e costosa pergamena di laurea mi consolerò, potrò coprire l'ennesimo buco sul muro, che, quel chiodo ostinato, ha lasciato.
Voglio concludere ricordando quello che già ho scritto, non è il titolo, non è la provenienza geografica e non è l'Ateneo a fare il professionista, a fare la persona. Sono le qualità umane, la maturità, il buon senso e l'integrità.

Non è il titolo di "dottoressa" a rendermi migliore, sono uguale a tutte quelle persone che non hanno avuto nè tempo nè modo di proseguire gli studi.


Chiara

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