domenica 9 dicembre 2012

Di un pomeriggio in centro

Un pomeriggio libero dal lavoro, libero da impegni di ogni sorta se non quello di poter fare un giro con mia mamma, che non vedo oramai quasi più.
Passeggiando per le vie del centro della mia città ci godiamo quegli attimi di libertà e di compagnia, conversando e cercando di capire i "perchè" del mondo.
Sulla via del ritorno ho dovuto proteggere fisicamente mia mamma (io sono alta 1.80 e mia mamma è 20 centimetri più bassa di me), in quanto, quattro ragazzi si stavano spingendo, malmenando e ridendo come se la via fosse tutta loro.
Due dei quattro, incuranti dei passanti, stavano andando addosso a mia mamma (che per problemi di salute non può fare determinati movimenti) e per evitare rovinose cadute, mi sono parata dinnanzi a lei, prendendomi un calcio ben assestato con il tacco di uno stivale sul ginocchio destro, che per forza di cose, mi ha fatto esclamare parole non molto fini per via del dolore.
Il problema di questa storia non è tanto il calcio che mi sono presa, nè che ho fatto da guardia del corpo di mia mamma, ma la maleducazione che i ragazzi hanno ostentato non appena hanno sentito le mie parole.
Le riporto qui, perchè di male non c'è nulla. Ho esordito sentendo il mio ginocchio cedere "sti cazzi, che male!"
Di fronte a queste parole, i ragazzi si sono girati verso di me urlandomi "cogliona" e che avevo esagerato (in maniera molto colorita).
Tutto questo in mezzo alla via principale di una città.
Ammetto di aver perso la mia proverbiale pazienza, ed ho urlato loro dicendo che per fortuna io ero ancora in piedi, ma che se fosse stata una persona anziana oppure mia mamma stessa forse la cogliona non ero io. Uno di loro mi è arrivato ad un palmo dal naso urlando ancora contro di me, come se fossi io nel torto.
Alti uguali, fortunatamente non mi sovrastava, lo ascoltavo in silenzio mentre gesticolava e sbraitava.
Al termine del suo piccolo spettacolo l'ho guardato e mi sono girata di spalle, andandomene.
Ho visto una volante della polizia passare e sento mia mamma che dice "se fosse stato un anziano a cadere, almeno sarebbero passati di qui loro!"
Io col fiatone per il nervoso che mi era venuto, rossa in viso per il tacco di uno stivale che mi ha addolcito il pomeriggio, me ne sono andata sentendo uno "scusa" dalla ragazza del gruppo che è stata in disparte per tutto il tempo.
Le ho risposto che non avevo nulla contro di lei!

"Scusa".

Mi chiedo ancora adesso cosa sarebbe successo se non avessi avuto la prontezza di mettermi in mezzo a quei ragazzi e mia mamma. Mi chiedo se fosse stato un anziano, od una persona con disabilità? Se fossero caduti, se si fossero fatti male?
Mi chiedo perchè inveire contro di me anziché ammettere che quel gioco non era tanto adatto per il luogo in cui ci trovavamo.
Cosa è andato perso?
Cosa è successo a tutti noi, perchè anche io non ho reagito nel migliore dei modi?

E' stato un pessimo pomeriggio, mi sono arrabbiata come non mi capita mai, ho urlato in mezzo alla strada cosa che detesto, mi sono presa insulti da ragazzini che avranno avuto dieci anni meno di me e non si è risolto nulla, se non in un "scusa" accennato da una ragazza che è stata spettatrice non pagante per tutto il tempo dello show.

1 commento:

  1. teresa bucchiarone9 dicembre 2012 17:11

    Mi dispiace tanto per quanto vi è accaduto perchè capisco perfettamente quello che si prova dinanzi ad apprezzamenti gratuiti:si sta male tutto il giorno.Quanto leggo avvalora sempre più il mio pensiero:siamo stati cattivi genitori perchè abbiamo concesso e scusato tutto ai nostri figli,cattivi educatori perchè dare solo nozioni non è sufficiente,poi la corruzione dilagante dei nostri governanti ha dato il colpo finale.I giovani si sono convinti che a loro tutto è permesso:la sopraffazione,l'arrampicamento sociale,il disconoscimento del merito,l'arroganza ed il rispetto per il prossimo.

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