La parola "esperienza" si sente e si legge spesso.
Negli annunci e nei colloqui di lavoro, nei discorsi di tutti i giorni con gli amici e con la propria famiglia, in televisione...è una di quelle parole che richiama alla mente diverse immagini e, forse, anche un tocco di amarezza quando, questa, manca.
Spesso mi sono sentita carente, e mi hanno detto di essere mancante sotto questo punto di vista, ma quando c'è l'occasione, è bene sfruttarla.
Quest'oggi si è conclusa un'esperienza per me, altamente formativa, sia dal lato umano, che sul lato professionale.
E' iniziata con le parole della mia responsabile di servizio: "Chiara, sarai tu in prima linea".
Ero supervisore, in una casa di riposo, di un ragazzo di 17 anni con ritardo mentale lieve, con deficit di attenzione associato a problematiche comportamentali ed emotive.
Quando l'ho conosciuto ero sia emozionata sia pensierosa, conscia della responsabilità che mi stavano dando.
Non potevo e non volevo deludere nessuno, in primis questo ragazzo.
Situazione di partenza: non ero mai stata in casa di riposo, non ero mai stata supervisore e soprattutto c'ero solo io per me, le risorse non permettevano nulla di più.
Proseguendo: costruire la relazione con il ragazzo giorno per giorno, inserimento all'interno della struttura, definizione e condivisione del progetto, sviluppo del progetto con raggiungimento degli obiettivi ed infine, partecipazione al gruppo di lavoro in neuro psichiatria infantile.
Scritto così, forse, può sembrare poco, ma così non è stato.
Ora, però, al termine di questi mesi di lavoro, sono certa di essere più ricca e soddisfatta del lavoro che ho svolto.
Ho visto questo ragazzo crescere, superare ostacoli più grandi di lui, l'ho visto cadere e rialzarsi senza darsi per vinto, l'ho visto superare la timidezza ed avvicinarsi piano piano agli ospiti della casa di riposo, ho visto il suo timore diventare un sorriso sincero quando qualcuno lo ringraziava o gli faceva qualche complimento.
Il percorso, però, non è stato solo suo, sono cresciuta anche io, ho affrontato nuovi ambienti, nuove sfide e quando non potevo far altro che contare su me stessa, mi sono data fiducia.
Il viaggio affrontato è stato, come tutti i viaggi, faticoso, con tappe intermedie difficoltose, ma avevamo entrambe mete definite, sapevamo i nostri obiettivi e li abbiamo raggiunti.
Non nego le difficoltà e la mancanza di un confronto oppure di un supervisore a mia volta, ma adesso il mio bagaglio esperienziale è più grande e sono riconoscente, a chi, ha deciso di farmi fare questa esperienza di lavoro e di vita.
Situazione finale: obiettivi raggiunti, soddisfazione del gruppo di lavoro e le parole della Neuro Psichiatra Infantile: «I risultati si vedono e sicuramente interrompere un percorso quando si ottengono queste soddisfazioni è sempre un dispiacere».
Ora, questo ragazzo, dovrà affrontare nuovi ostacoli, da solo, non avrà più una supervisione, ma spero che tutti i passi compiuti insieme, tutte le parole fatte, i momenti di stop e riflessione ed i momenti di "corsa" gli siano utili per dare il massimo in futuro.
Chiara
Benarrivati sul mio blog. Questo spazio è dedicato alla mia versione del lavoro e del servizio sociale.
Credo che pensare socialmente sia un buon modo per accorgersi del mondo che ci circonda.
martedì 27 maggio 2014
domenica 11 maggio 2014
Torino - Salone Internazionale del Libro 2014
| Uno slogan che campeggiava al Salone |
L'appuntamento al Salone Internazionale del Libro è immancabile, viene segnato in agenda con la speranza di essere libri o comunque nei paraggi di Torino per poterci andare.
Quest'anno, credo, che il Salone abbia superato se stesso, grandi nomi, grandi ospiti, stand che prima non avevo avuto occasione di vedere.
Ho avuto anche l'impressione che, ci fossero più persone rispetto agli anni passati, un articolo di "Repubblica" ieri me lo ha confermato, già dalla giornata iniziale è stato registrato un +6%.
Trovo questo dato positivo, così come la presenza di grandi nomi e numerosi momenti di riflessione.
Abbiamo bisogno di eventi come questi, dove le persone possono entrare e "perdersi" nei libri, negli stand, toccare con mano quanto sia importante investire nella cultura.
Io ho girato quasi tutto il Salone, sono state 9 ore al suo interno (e sono uscita con un discreto male ai piedi), ma sembravo una bimba in un negozio di giocattoli.
Volevo visitare tutto quello che potevo, fermarsi e segnare qualche titolo che non potevo comprare sul momento, ho nuovamente incontrato il mio scrittore preferito Jostein Gaarder, ho potuto scattare qualche foto con lui, ho tentato anche la coda per poter applaudire Ozpetec, ma ho fallito, la sala conteneva "solo" 600 persone, la coda sicuramente contava più di 1000 persone.
Quello che mi è dispiaciuto, mentre ero in coda, era sentire le persone che non erano minimamente interessate al regista, ma solo a Luciana Littizzetto.
Senza nulla togliere a Luciana, ma Ferzan era lì per presentare il suo libro, quello era il motivo per essere in coda, non solo per poter vedere la "Luciana Nazionale", come hanno detto lì in coda.
E a me è toccato star fuori...
Ho dovuto rinunciare anche a Paolo Giordano, nuovamente la sala era troppo piccola per accogliere tutti noi interessati, ho portato a casa il suo libro, questo era il minimo!
Il primo stand che ho visitato?? Carocci Editore! Ogni anno è così, corro subito in Carocci, faccio spesa e poi valuto quanto ancora mi resta da spendere.
Ho apprezzato lo stand dell'Arabia Saudita che scriveva gratuitamente il tuo nome in arabo! Ho visto sempre molte persone presso quello stand, spero non per semplice folklore.
Concludo scrivendo un paio di cose che spero, prima o poi, sia possibile realizzare:
la prima è il prezzo del biglietto di ingresso: 10€. Sicuramente tutta l'organizzazione richiederà uno sforzo immane, leggevo oggi sulla "Stampa" che gli addetti ai lavori hanno orari davvero duri da sostenere e le giornate sono intense, ma io credo che un biglietto intero possa anche arrivare a 7€, ed un ridotto a 5€.
Cercare di invogliare ad andare al Salone ancora più persone (tanti, ma tanti giovani ho visto...che soddisfazione!).
La seconda è lo "sconto fiera", il mio è un invito, una richiesta a tutte le case editrici presenti al Salone, di applicare uno sconto fiera, alcune lo facevano altre no, e questo mi è spiaciuto. Ho dovuto lasciare lì dov'era l'ultimo libro di Baumann, sicuramente lo troverò in e-book a meno del prezzo del cartaceo, ma mi avrebbe fatto piacere poterlo prendere subito, ero curiosa e sono ancora curiosa di leggerlo!
Non mancherò.
Al prossimo anno, Salone del Libro...che come ho già scritto: è un'emozione da vivere!
Chiara
| Presso Stand "Ambasciata del Regno dell'Arabia Saudita - Ufficio Culturale" |
| Presso Stand "Carocci Editore", l'appartenenza chiama |
| Presso Arena Bookstock, incontro con Jostein Gaarder |
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giovedì 24 aprile 2014
Questi giorni...
Questa settimana di Aprile credo sia una settimana importante, anticipata da una festività ancora più importante per chi crede.
Iniziamo con il 22 aprile: giornata mondiale della Terra.
Terra che spesso viene dimenticata, crediamo sia solo "nostra" e che conseguenze, il nostro comportamento, non le abbia. Tagliamo, costruiamo, abbattiamo, sprechiamo.
Questa giornata è una delle tante occasioni per educare noi stessi al rispetto del nostro eco-sistema.
Proseguiamo con il 23 aprile: giornata mondiale del libro.
La voglio celebrare così: "Ieri alla FNAC di Torino, un papà ad un bambina che aspettava di vedere il suo cd autografato ha detto: «Vai in cerca di un libro, trovane uno che ti piacerebbe leggere, ti farebbe bene. E' importante leggere!». Parole sagge.
Ed arriviamo al 25 aprile: festa della Liberazione.
Per l'Italia una giornata, sicuramente, importante. L'Italia liberata dall'occupazione nazista, nello specifico Milano e Torino, a seguire altre città italiane.
Giornata, anche, che mette fine ai 20 anni di dittatura.
Queste tre giornate, per me, hanno un valore importante:
- Rispetto
- Cultura
- Libertà
Rispetto per la Terra che ci ospita, che ogni tanto, forse un pò troppo spesso si ribella ai nostri soprusi e sfruttamenti.
Tanti si meravigliano di fronte a montagne, una distesa oceanica, ad un prato verde con animali che liberi corrono o pascolano, ma quando è ora di mostrare rispetto per l'ambiente, per cercare di offrire "un futuro" ai nostri "figli"? Non tutti sono pronti a mettersi in gioco.
Di fronte alla ribellione della Terra, lo abbiamo appurato, siamo impotenti.
Cerchiamo di prestare più attenzione al nostro pianeta. Per noi e per un domani.
Cultura. Formazione personale. Lettura. Informazione.
"L'ignoranza fa comodo al potere" canta una canzone. Questa mattina, tornando a casa, su un manifesto ho letto "la tv uccide", proviamo a pensarci e quando abbiamo voglia di accendere la tv, proviamo ad aprire un libro, leggiamolo e vediamo quanto ci ha donato, rispetto a quella scatola ipnotica.
Ed infine la libertà.
Un valore imprescindibile, un diritto fondamentale sul quale tanto s'è scritto e tanto s'è detto.
Proviamo a riflettere cosa significa per noi "libertà" e cosa saremo disposti a fare.
E lottiamo per questo. Estendiamo, poi il discorso, a chi ci circonda e, qualcosa, potrebbe migliorare.
Chiara
Iniziamo con il 22 aprile: giornata mondiale della Terra.
Terra che spesso viene dimenticata, crediamo sia solo "nostra" e che conseguenze, il nostro comportamento, non le abbia. Tagliamo, costruiamo, abbattiamo, sprechiamo.
Questa giornata è una delle tante occasioni per educare noi stessi al rispetto del nostro eco-sistema.
Proseguiamo con il 23 aprile: giornata mondiale del libro.
La voglio celebrare così: "Ieri alla FNAC di Torino, un papà ad un bambina che aspettava di vedere il suo cd autografato ha detto: «Vai in cerca di un libro, trovane uno che ti piacerebbe leggere, ti farebbe bene. E' importante leggere!». Parole sagge.
Ed arriviamo al 25 aprile: festa della Liberazione.
Per l'Italia una giornata, sicuramente, importante. L'Italia liberata dall'occupazione nazista, nello specifico Milano e Torino, a seguire altre città italiane.
Giornata, anche, che mette fine ai 20 anni di dittatura.
Queste tre giornate, per me, hanno un valore importante:
- Rispetto
- Cultura
- Libertà
Rispetto per la Terra che ci ospita, che ogni tanto, forse un pò troppo spesso si ribella ai nostri soprusi e sfruttamenti.
Tanti si meravigliano di fronte a montagne, una distesa oceanica, ad un prato verde con animali che liberi corrono o pascolano, ma quando è ora di mostrare rispetto per l'ambiente, per cercare di offrire "un futuro" ai nostri "figli"? Non tutti sono pronti a mettersi in gioco.
Di fronte alla ribellione della Terra, lo abbiamo appurato, siamo impotenti.
Cerchiamo di prestare più attenzione al nostro pianeta. Per noi e per un domani.
Cultura. Formazione personale. Lettura. Informazione.
"L'ignoranza fa comodo al potere" canta una canzone. Questa mattina, tornando a casa, su un manifesto ho letto "la tv uccide", proviamo a pensarci e quando abbiamo voglia di accendere la tv, proviamo ad aprire un libro, leggiamolo e vediamo quanto ci ha donato, rispetto a quella scatola ipnotica.
Ed infine la libertà.
Un valore imprescindibile, un diritto fondamentale sul quale tanto s'è scritto e tanto s'è detto.
Proviamo a riflettere cosa significa per noi "libertà" e cosa saremo disposti a fare.
E lottiamo per questo. Estendiamo, poi il discorso, a chi ci circonda e, qualcosa, potrebbe migliorare.
Chiara
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giovedì 17 aprile 2014
"Emergenza" migranti...necessità di diritti
Voglio introdurre questo articolo con un passo di uno scritto di E. Kant "Per la pace perpetua", che ho anche inserito in un capitolo della mia tesi di Laurea:
Nuovamente "Le Iene", non voglio soffermarmi su di loro, ma su quello che hanno mostrato, forse, per alcuni troppo lontano!
Cliccando qui è possibile vedere il video del servizio trasmesso.
Parola chiave: Emergenza. A me, la parola emergenza richiama alla mente una situazione temporanea con carattere di eccezionalità, non una situazione che si ripete per molto tempo, perchè a questo punto, penso solo pensare che la parola "emergenza" sia utilizzata per fare scalpore e nulla di più.
In gioco ci sono persone, i diritti delle persone, di tutti.
Migranti ed abitanti del luogo dello sbarco, vogliamo ampliare lo sguardo? I diritti dei migranti, degli italiani, degli europei, dei cittadini di una mondo globalizzato e che si vanta di essere tale, senza aver tenuto conto delle conseguenze.
Altro dato che emerge dal servizio: comune di Augusta in dissesto finanziario, "non ci sono le risorse economiche": quindi se un comune è in dissesto finanziario come può offrire servizi adeguati sia ai propri cittadini che ai migranti sbarcati sulle sue coste?
Questo dato mi permette, però, di fare una riflessione più ampia: perchè i migranti vengono strumentalizzati durante le campagne elettorali, chi pro e chi contro, per poi dimenticarsi della loro esistenza quando il periodo di riflettori puntati si spegne.
Credo, dunque, che sia il caso di affrontare l'argomento con un pò più di acume e di attenzione verso le persone, ricordarsi i trattati firmati e che per anni abbiamo disatteso e non urlare "l'UE non fa niente", quando di risorse ne ha mandate, ma aspettava di vedere i risultati e questi sono stati - ogni volta - disattesi.
Vero che l'argomento mi tocca da vicino, ma dovrebbe toccare da vicino tutti.
Un paese che rispetta e tutela i diritti delle persone, tutela i diritti di ciascuno, migrante o autoctono, senza far grosse distinzioni.
Abbiamo fior fiore di esperti che ogni giorno, via web, grazie a saggi e testi, oppure come ospiti in trasmissioni televisive, spiegano come dovrebbero andare le cose, come dovrebbe funzionare il Paese e come andrebbero rispettate le leggi ed i tratti firmati, ma pare che tutto questo sia superfluo.
Vediamo solo il "diverso" nelle nostre strade e ci dà fastidio, ma non andiamo oltre, non ci chiediamo nè un "perchè" e nè cosa sia successo. Non ci chiediamo cosa hanno visto quegli occhi e quei piedi.Non ricordiamo il passato, quando in tempi non sospetti eravamo noi "i diversi", quelli che "rubavano il lavoro"...dalla storia non abbiamo - ancora - imparato nulla.
Mi domando, quindi, è possibile imparare dal presente?
Riflettere di più, pensare di più e pensare in un'ottica allargata, dove le persone vengono considerate come tali e non come ulteriori problemi a quelli già esistenti.
Chiara
"Il diritto cosmopolitico deve essere limitato
alle condizioni di un’universale ospitalità.
Qui non si tratta di filantropia, ma di diritto,
e quindi ospitalità significa il diritto di uno straniero
che arriva sul territorio di uno Stato di non essere trattato ostilmente.
Si tratta di un diritto di visita, spettante a tutti gli uomini,
di entrare a fare parte della società in virtù del diritto comune
al possesso della superficie della Terra, sulla quale, essendo sferica,
gli uomini non possono disperdersi isolandosi all’infinito,
ma devono da ultimo rassegnarsi ad incontrarsi ed a coesistere.
Nessuno in origine ha maggior diritto di un altro
ad una porzione determinata della Terra”.
Nuovamente "Le Iene", non voglio soffermarmi su di loro, ma su quello che hanno mostrato, forse, per alcuni troppo lontano!
Cliccando qui è possibile vedere il video del servizio trasmesso.
Parola chiave: Emergenza. A me, la parola emergenza richiama alla mente una situazione temporanea con carattere di eccezionalità, non una situazione che si ripete per molto tempo, perchè a questo punto, penso solo pensare che la parola "emergenza" sia utilizzata per fare scalpore e nulla di più.
In gioco ci sono persone, i diritti delle persone, di tutti.
Migranti ed abitanti del luogo dello sbarco, vogliamo ampliare lo sguardo? I diritti dei migranti, degli italiani, degli europei, dei cittadini di una mondo globalizzato e che si vanta di essere tale, senza aver tenuto conto delle conseguenze.
Altro dato che emerge dal servizio: comune di Augusta in dissesto finanziario, "non ci sono le risorse economiche": quindi se un comune è in dissesto finanziario come può offrire servizi adeguati sia ai propri cittadini che ai migranti sbarcati sulle sue coste?
Questo dato mi permette, però, di fare una riflessione più ampia: perchè i migranti vengono strumentalizzati durante le campagne elettorali, chi pro e chi contro, per poi dimenticarsi della loro esistenza quando il periodo di riflettori puntati si spegne.
Credo, dunque, che sia il caso di affrontare l'argomento con un pò più di acume e di attenzione verso le persone, ricordarsi i trattati firmati e che per anni abbiamo disatteso e non urlare "l'UE non fa niente", quando di risorse ne ha mandate, ma aspettava di vedere i risultati e questi sono stati - ogni volta - disattesi.
Vero che l'argomento mi tocca da vicino, ma dovrebbe toccare da vicino tutti.
Un paese che rispetta e tutela i diritti delle persone, tutela i diritti di ciascuno, migrante o autoctono, senza far grosse distinzioni.
Abbiamo fior fiore di esperti che ogni giorno, via web, grazie a saggi e testi, oppure come ospiti in trasmissioni televisive, spiegano come dovrebbero andare le cose, come dovrebbe funzionare il Paese e come andrebbero rispettate le leggi ed i tratti firmati, ma pare che tutto questo sia superfluo.
Vediamo solo il "diverso" nelle nostre strade e ci dà fastidio, ma non andiamo oltre, non ci chiediamo nè un "perchè" e nè cosa sia successo. Non ci chiediamo cosa hanno visto quegli occhi e quei piedi.Non ricordiamo il passato, quando in tempi non sospetti eravamo noi "i diversi", quelli che "rubavano il lavoro"...dalla storia non abbiamo - ancora - imparato nulla.
Mi domando, quindi, è possibile imparare dal presente?
Riflettere di più, pensare di più e pensare in un'ottica allargata, dove le persone vengono considerate come tali e non come ulteriori problemi a quelli già esistenti.
Chiara
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domenica 13 aprile 2014
Un mese da Consigliere del CROAS Piemonte
Il 14 marzo 2014, è inutile che io lo nasconda, è stato un giorno importante per me.
Sia professionalmente che umanamente.
Professionalmente perchè si è insediato il nuovo CROAS Piemonte dopo mesi di Commissariamento e perchè io, facendo parte di questo nuovo Consiglio, posso offrire il mio contributo a tutta la comunità professionale.
Umanamente perchè è un'esprienza nuova che posso aggiungere al mio bagaglio, perchè vivo situazioni nuove che mi permettono di crescere e maturare ed infine, perchè, come desideravo, in questo Consiglio c'è la possibilità di uno scambio fra "nuovi" assistenti sociali e fra chi, invece, ha già maturato un buon percorso professionale.
Siamo 15.
15 persone diverse, con cammini alle spalle differenti, 15 teste da far viaggiare all'unisono, ma che hanno un obiettivo condiviso, lo sviluppo ed il consolidamento della comunità professionale tutta.
Abbiamo un ventaglio di età variegato questo permette incontro e confronto, imparare reciprocamente e da lì, siamo partiti, per poterci conoscere meglio.
Nonostante sia passato "solo" un mese il lavoro fatto fino ad ora è tanto, 3 Consigli, Commissioni già formate ed all'opera con tante idee da sviluppare ed incanalare.
Siamo un gruppo, siamo persone e siamo davvero motivate.
Siamo Barbara, il Presidente Croas Piemonte, che con testa e cuore si è immersa in questa nuova avventura.
Siamo Andrea, il Segretario, che continua a fare il Segretario con impegno. Siamo Cristiana e Daniela (che qualche anno fa sono state mie docenti) rispettivamente Tesoriere e Vice Presidente che con l'esperienza e la maturità conquistata nel tempo indirizzano molto bene il lavoro.
Siamo Chiara, Luca e Cristiana "le giovani marmotte" del Consiglio che hanno tanto da imparare, ma anche tanto da dare (battendo i record di resistenza la notte per fare video e scrivere contributi interessanti).
Siamo Sara e Paola assistenti sociali in gamba e con un sorriso sempre pronto.
Siamo Irene, Anna Maria ed Anna Maria bis, Maria Elena, Clara e Bruna professioniste che hanno anni di esperienza, voglia di fare e di costruire qualcosa di utile per la nostra professione.
Non devo e non posso dimenticare Antonietta e Piera, le due segretarie del nostro Ordine, lavorano e sono sempre pronta a spiegare quello che non conosco, ad ascoltare quello che ho da chiedere, gentili e competenti.
Siamo noi, siamo semplicemente noi.
Noi siamo i 15 Consiglieri, ma l'Ordine siamo tutti noi, non ci stancheremo mai nè di dirlo nè di pensarlo.
Concludo con un "grazie". Un grazie di cuore, perchè è stato un mese decisivo ed importante per me.
Chiara
Sia professionalmente che umanamente.
Professionalmente perchè si è insediato il nuovo CROAS Piemonte dopo mesi di Commissariamento e perchè io, facendo parte di questo nuovo Consiglio, posso offrire il mio contributo a tutta la comunità professionale.
Umanamente perchè è un'esprienza nuova che posso aggiungere al mio bagaglio, perchè vivo situazioni nuove che mi permettono di crescere e maturare ed infine, perchè, come desideravo, in questo Consiglio c'è la possibilità di uno scambio fra "nuovi" assistenti sociali e fra chi, invece, ha già maturato un buon percorso professionale.
Siamo 15.
15 persone diverse, con cammini alle spalle differenti, 15 teste da far viaggiare all'unisono, ma che hanno un obiettivo condiviso, lo sviluppo ed il consolidamento della comunità professionale tutta.
Abbiamo un ventaglio di età variegato questo permette incontro e confronto, imparare reciprocamente e da lì, siamo partiti, per poterci conoscere meglio.
Nonostante sia passato "solo" un mese il lavoro fatto fino ad ora è tanto, 3 Consigli, Commissioni già formate ed all'opera con tante idee da sviluppare ed incanalare.
Siamo un gruppo, siamo persone e siamo davvero motivate.
Siamo Barbara, il Presidente Croas Piemonte, che con testa e cuore si è immersa in questa nuova avventura.
Siamo Andrea, il Segretario, che continua a fare il Segretario con impegno. Siamo Cristiana e Daniela (che qualche anno fa sono state mie docenti) rispettivamente Tesoriere e Vice Presidente che con l'esperienza e la maturità conquistata nel tempo indirizzano molto bene il lavoro.
Siamo Chiara, Luca e Cristiana "le giovani marmotte" del Consiglio che hanno tanto da imparare, ma anche tanto da dare (battendo i record di resistenza la notte per fare video e scrivere contributi interessanti).
Siamo Sara e Paola assistenti sociali in gamba e con un sorriso sempre pronto.
Siamo Irene, Anna Maria ed Anna Maria bis, Maria Elena, Clara e Bruna professioniste che hanno anni di esperienza, voglia di fare e di costruire qualcosa di utile per la nostra professione.
Non devo e non posso dimenticare Antonietta e Piera, le due segretarie del nostro Ordine, lavorano e sono sempre pronta a spiegare quello che non conosco, ad ascoltare quello che ho da chiedere, gentili e competenti.
Siamo noi, siamo semplicemente noi.
Noi siamo i 15 Consiglieri, ma l'Ordine siamo tutti noi, non ci stancheremo mai nè di dirlo nè di pensarlo.
Concludo con un "grazie". Un grazie di cuore, perchè è stato un mese decisivo ed importante per me.
Chiara
mercoledì 2 aprile 2014
2 aprile - Giornata Mondiale dell'Autismo
Ho sempre scritto, il giorno di una specifica giornata mondiale, un post in merito a quella giornata.
Con gli impegni che si sono triplicati ne ho saltate diverse, ma questa sera, non voglio mancare e voglio scrivere qualcosa su questa giornata mondiale.
Anzi, non scriverò sulla giornata mondiale dell'autismo, ma scriverò di un mio periodo di lavoro con un ragazzo autistico.
Fabrizio.
E' il suo nome, ha più di 35 anni e qualche capello grigio già fa capolino.
Porta gli occhiali, con delle lenti che fanno sembrare i suoi occhi più grandi.
E' abituato a squadrare, senza parlare.
Ti osserva ma non ti parla.
Io gli sorrido, sempre. Sorrido a tutti. "Ciao Fabrizio!", oppure "Buongiorno Fabrizio".
I giorni passano, ci si conosce, reciprocamente. Non è un autismo, il suo.
Ho avuto otto mesi per poter entrare nel suo mondo e far conoscere il mio.
Ci sono gli sguardi, le parole i silenzi. I sorrisi e la musica.
Ci sono le attività da fare, "nessuno è obbligato a fare qualcosa, ma possiamo provare a collaborare!"
Fantastico!
Dopo mesi di "ci provo, non ci provo"....Fabrizio ci ha provato.
Mi ha fatto entrare.
Mi ha salutato, a voce "Ciao, Chiara!".
Passo, dopo passo...è arrivato a prendermi la mano!
Passi da gigante, quanta fatica!
Se ho dedicato la mia tesi, a lui ed atri suoi compagni di avventura, un motivo c'è, questo è uno.
---------------------------------------------------------------------------
Oggi si celebra questa giornata, in tante città del mondo si è accesa una luce blu (a Torino, la Mole, era illuminata di blu!!).
Non dimentichiamoci mai di queste storie, degli incontri che abbiamo, del lavoro che facciamo e del motivo per cui la facciamo. Ogni tassello, nella vita delle altre persone, è importante.
Ecco perchè trovo giusto specificare che il 2 aprile è la giornata mondiale dell'autismo, ma andrebbe ricordato ogni giorno, così come ogni altra persona, così come ogni altro avvenimento.
Con gli impegni che si sono triplicati ne ho saltate diverse, ma questa sera, non voglio mancare e voglio scrivere qualcosa su questa giornata mondiale.
Anzi, non scriverò sulla giornata mondiale dell'autismo, ma scriverò di un mio periodo di lavoro con un ragazzo autistico.
Fabrizio.
E' il suo nome, ha più di 35 anni e qualche capello grigio già fa capolino.
Porta gli occhiali, con delle lenti che fanno sembrare i suoi occhi più grandi.
E' abituato a squadrare, senza parlare.
Ti osserva ma non ti parla.
Io gli sorrido, sempre. Sorrido a tutti. "Ciao Fabrizio!", oppure "Buongiorno Fabrizio".
I giorni passano, ci si conosce, reciprocamente. Non è un autismo, il suo.
Ho avuto otto mesi per poter entrare nel suo mondo e far conoscere il mio.
Ci sono gli sguardi, le parole i silenzi. I sorrisi e la musica.
Ci sono le attività da fare, "nessuno è obbligato a fare qualcosa, ma possiamo provare a collaborare!"
Fantastico!
Dopo mesi di "ci provo, non ci provo"....Fabrizio ci ha provato.
Mi ha fatto entrare.
Mi ha salutato, a voce "Ciao, Chiara!".
Passo, dopo passo...è arrivato a prendermi la mano!
Passi da gigante, quanta fatica!
Se ho dedicato la mia tesi, a lui ed atri suoi compagni di avventura, un motivo c'è, questo è uno.
---------------------------------------------------------------------------
Oggi si celebra questa giornata, in tante città del mondo si è accesa una luce blu (a Torino, la Mole, era illuminata di blu!!).
Non dimentichiamoci mai di queste storie, degli incontri che abbiamo, del lavoro che facciamo e del motivo per cui la facciamo. Ogni tassello, nella vita delle altre persone, è importante.
Ecco perchè trovo giusto specificare che il 2 aprile è la giornata mondiale dell'autismo, ma andrebbe ricordato ogni giorno, così come ogni altra persona, così come ogni altro avvenimento.
domenica 23 marzo 2014
18 marzo 2014 - Giornata Mondiale del Servizio Sociale
Quest'anno, come l'anno scorso, sono qui a raccontare la mia Giornata Mondiale del Servizio Sociale.
Nel 2013 a Torino, nel 2014 ad Alessandria.
Quante cose, però, in anno sono cambiate?
Per quanto mi riguarda molte e tutte le ho portate con me al WSWD di Alessandria, felice di poterci essere quest'anno!
Come ben sappiamo, in tutto il mondo, il 18 marzo si celebra la "giornata", anzi per essere più corretti non ovunque si celebra la singola giornata, ma si celebra "marzo", come mese del Servizio Sociale.
Iniziative, convegni e seminari tutti rivolti al Servizio Sociale ed alle pratiche che lo caratterizzano.
Quest'anno il tema di fondo era: la Crisi Economica.
Ad Alessandria ci siamo interrogati su "Crisi economica e Sociale: quali implicazioni per il Servizio Sociale"?
Interessanti e stimolanti gli interventi dei docenti e dei rappresentanti delle istituzioni.
Meravigliosi i contributi degli studenti dei due poli universitari piemontesi, quelli di Torino mi hanno coinvolto in un gioco efficace (lascerò una foto in fondo all'articolo, ma 10 partecipanti avevano un numero, messi in ordine sparso dovevano dire una parola e per associazione di idee il numero successivo ripeteva la parola precedente e ne diceva una nuova, passandosi un gomitolo che andava a formare una rete). Quelli del Piemonte Orientale hanno toccato le corde dell'anima, mi hanno commossa e fatto sorridere...vero, anche cantare con "People have the power"
Originale e coinvolgente l'intervento di quattro colleghi che hanno interpretato, in maniera sublime "Servizio Sociale ieri, oggi e domani.: visioni e metafore possibili". Abilità da attori veramente notevoli, complimenti!
Ed ecco la novità: il call for paper. La richiesta ai colleghi di partecipare al WSWD 2014 con contributi che narrassero esperienze e progetti. Noi di "Chi sono gli Assistenti Sociali", abbiamo voluto portare la nostra idea ed il nostro progetto, per mostrare come la Crisi economica incida parecchio sulla professione e quanto quest'ultima soffra anche di una crisi di immagine dettata da programma televisivi. Per chi volesse approfondire può cliccare qui.
C'erano, anche, amiche e colleghe che hanno percorso con noi parte del cammino universitario e colleghe che erano solo un nome e qualche scambio su facebook, ma che grazie a questa giornata hanno preso forma, i sorrisi prima di tutto.
La conclusione con la testimonianza "La voce dei cittadini-utenti" è stata il fiore all'occhiello della giornata, un'idea originale ed interessane e, così come loro stessi hanno detto nel pomeriggio: "Gli utenti hanno tutta la voglia che avete voi, di combattere al vostro fianco!"
Un WSWD 2014 speciale. Importante. Ricco. Stimolante ed emozionante.
Ringrazio tutti per aver partecipato a questa occasione, agli amici nuovi e quelli con qualche anno di conoscenza, ringrazio i colleghi ed i professori, gli studenti e tutto lo staff.
Sono sempre più innamorata del mio lavoro e queste occasioni formative ne sono la conferma, mi lasciano sempre un sorriso sia in viso che sul cuore e quando sono lì, a letto, la sera, quando rifletto sul contratto in scadenza, i sacrifici e le difficoltà che spesso mi accompagnano, ripenso a questi momenti ed alle motivazioni che mi hanno portato ad essere e voler essere un'Assistente Sociale e tutto torna ad avere una forma più morbida.
Nel 2013 a Torino, nel 2014 ad Alessandria.
Quante cose, però, in anno sono cambiate?
Per quanto mi riguarda molte e tutte le ho portate con me al WSWD di Alessandria, felice di poterci essere quest'anno!
Come ben sappiamo, in tutto il mondo, il 18 marzo si celebra la "giornata", anzi per essere più corretti non ovunque si celebra la singola giornata, ma si celebra "marzo", come mese del Servizio Sociale.
Iniziative, convegni e seminari tutti rivolti al Servizio Sociale ed alle pratiche che lo caratterizzano.
Quest'anno il tema di fondo era: la Crisi Economica.
Ad Alessandria ci siamo interrogati su "Crisi economica e Sociale: quali implicazioni per il Servizio Sociale"?
Interessanti e stimolanti gli interventi dei docenti e dei rappresentanti delle istituzioni.
Meravigliosi i contributi degli studenti dei due poli universitari piemontesi, quelli di Torino mi hanno coinvolto in un gioco efficace (lascerò una foto in fondo all'articolo, ma 10 partecipanti avevano un numero, messi in ordine sparso dovevano dire una parola e per associazione di idee il numero successivo ripeteva la parola precedente e ne diceva una nuova, passandosi un gomitolo che andava a formare una rete). Quelli del Piemonte Orientale hanno toccato le corde dell'anima, mi hanno commossa e fatto sorridere...vero, anche cantare con "People have the power"
Originale e coinvolgente l'intervento di quattro colleghi che hanno interpretato, in maniera sublime "Servizio Sociale ieri, oggi e domani.: visioni e metafore possibili". Abilità da attori veramente notevoli, complimenti!
Ed ecco la novità: il call for paper. La richiesta ai colleghi di partecipare al WSWD 2014 con contributi che narrassero esperienze e progetti. Noi di "Chi sono gli Assistenti Sociali", abbiamo voluto portare la nostra idea ed il nostro progetto, per mostrare come la Crisi economica incida parecchio sulla professione e quanto quest'ultima soffra anche di una crisi di immagine dettata da programma televisivi. Per chi volesse approfondire può cliccare qui.
C'erano, anche, amiche e colleghe che hanno percorso con noi parte del cammino universitario e colleghe che erano solo un nome e qualche scambio su facebook, ma che grazie a questa giornata hanno preso forma, i sorrisi prima di tutto.
La conclusione con la testimonianza "La voce dei cittadini-utenti" è stata il fiore all'occhiello della giornata, un'idea originale ed interessane e, così come loro stessi hanno detto nel pomeriggio: "Gli utenti hanno tutta la voglia che avete voi, di combattere al vostro fianco!"
Un WSWD 2014 speciale. Importante. Ricco. Stimolante ed emozionante.
Ringrazio tutti per aver partecipato a questa occasione, agli amici nuovi e quelli con qualche anno di conoscenza, ringrazio i colleghi ed i professori, gli studenti e tutto lo staff.
Sono sempre più innamorata del mio lavoro e queste occasioni formative ne sono la conferma, mi lasciano sempre un sorriso sia in viso che sul cuore e quando sono lì, a letto, la sera, quando rifletto sul contratto in scadenza, i sacrifici e le difficoltà che spesso mi accompagnano, ripenso a questi momenti ed alle motivazioni che mi hanno portato ad essere e voler essere un'Assistente Sociale e tutto torna ad avere una forma più morbida.
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giovedì 13 marzo 2014
Quando anche Harry Potter può essere un valido aiuto
In una giornata può capitare di tutto.
Andare tutto bene, andare tutto male...oppure un bel 50 e 50, ma sicuramente non possiamo prevedere cosa può accadere, ma essere pronti a gestire ogni evenienza, questo sì possiamo farlo.
Parto con una premessa, non sono una fan di Harry Potter fin dagli esordi, l'ho scoperto dopo, ma da quel momento non l'ho più lasciato.
L'ho visto al cinema, letto e riletto i libri, visto in tv i film, ho avuto modo di utilizzare alcuni temi presenti nelle storie per fare dibattiti filosofici (per pura passione), ma ho sempre avuto in mente di utilizzarlo come punto di partenza per lavorare con i bambini. Utilizzarlo come punto di partenza per affrontare certe tematiche ed avere un riscontro su alcuni pensieri.
Oggi è arrivato il momento.
Esco di casa con il dvd di "Harry Potter e la camera dei segreti" non sapendo se avrei potuto usarlo, oppure no, ma quando gli eventi girano a tuo favore...cogli l'attimo, diceva qualcuno!
Faccio accomodare davanti allo schermo e lascio che il film, i protagonisti, la musica ed i dialoghi mi aiutino nel lavoro.
Sapevo che qualcosa sarebbe successo.
Subito...si è spenta l'aggressività ed il viso s'è rilassato.
La contrapposizione fra "bene" e "male" ha portato a dichiarazioni che non mi sarei mai aspettata con chiari riferimenti alle relazioni che vivono quotidianamente. Il dialogo del film era: «Ascoltami bene harry perché è molto importante: non tutti i maghi sono buoni, alcuni diventano cattivi. Anni fa c'è stato un mago che è diventato cattivissimo!»
Il gioco del Quidditch mi ha permesso di capire che le tanto odiate "regole" sono state imparate, ma che rispettarle è difficile, ma quando sono gli altri a non rispettarle, eh sì che me accorgo!! Il dialogo del film era «Mi raccomando voglio un gioco pulito da tutti voi!»
"Io voglio essere Harry Potter non quello lì biondo che fa lo sbruffone!"
Quando si poteva scegliere l'animale da portare nella scuola... "Io voglio portare un leone, lo comanderei col cuore!"
Ho trascorso due ore davvero piacevoli, scoprendo e conoscendo lati di un bambino che non avevo avuto modo di esplorare.
Ora non mi resta che ringraziare la Rowling per la saga ed imparare a fare le magie!
Chiara
Andare tutto bene, andare tutto male...oppure un bel 50 e 50, ma sicuramente non possiamo prevedere cosa può accadere, ma essere pronti a gestire ogni evenienza, questo sì possiamo farlo.
Parto con una premessa, non sono una fan di Harry Potter fin dagli esordi, l'ho scoperto dopo, ma da quel momento non l'ho più lasciato.
L'ho visto al cinema, letto e riletto i libri, visto in tv i film, ho avuto modo di utilizzare alcuni temi presenti nelle storie per fare dibattiti filosofici (per pura passione), ma ho sempre avuto in mente di utilizzarlo come punto di partenza per lavorare con i bambini. Utilizzarlo come punto di partenza per affrontare certe tematiche ed avere un riscontro su alcuni pensieri.
Oggi è arrivato il momento.
Esco di casa con il dvd di "Harry Potter e la camera dei segreti" non sapendo se avrei potuto usarlo, oppure no, ma quando gli eventi girano a tuo favore...cogli l'attimo, diceva qualcuno!
Faccio accomodare davanti allo schermo e lascio che il film, i protagonisti, la musica ed i dialoghi mi aiutino nel lavoro.
Sapevo che qualcosa sarebbe successo.
Subito...si è spenta l'aggressività ed il viso s'è rilassato.
La contrapposizione fra "bene" e "male" ha portato a dichiarazioni che non mi sarei mai aspettata con chiari riferimenti alle relazioni che vivono quotidianamente. Il dialogo del film era: «Ascoltami bene harry perché è molto importante: non tutti i maghi sono buoni, alcuni diventano cattivi. Anni fa c'è stato un mago che è diventato cattivissimo!»
Il gioco del Quidditch mi ha permesso di capire che le tanto odiate "regole" sono state imparate, ma che rispettarle è difficile, ma quando sono gli altri a non rispettarle, eh sì che me accorgo!! Il dialogo del film era «Mi raccomando voglio un gioco pulito da tutti voi!»
"Io voglio essere Harry Potter non quello lì biondo che fa lo sbruffone!"
Quando si poteva scegliere l'animale da portare nella scuola... "Io voglio portare un leone, lo comanderei col cuore!"
Ho trascorso due ore davvero piacevoli, scoprendo e conoscendo lati di un bambino che non avevo avuto modo di esplorare.
Ora non mi resta che ringraziare la Rowling per la saga ed imparare a fare le magie!
Chiara
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domenica 9 marzo 2014
Elezioni OAS Piemonte, il giorno dopo (il racconto di un viaggio)
Che giornata quella di ieri, che a pensarci bene non è iniziata ieri alle 9.00, ma è iniziata circa un anno fa, quando, a maggio, in C.so Trento a Torino, il Consiglio uscente dell'Ordine degli Assistenti Sociali del Piemonte, ha incontrato i colleghi per aprire un confronto e dibattito in vista del rinnovo del CROAS.
Da lì è iniziato il viaggio. lì sono iniziati i pensieri, le riflessioni, le paure, ma insieme anche la voglia e la determinazione di voler fare qualcosa di concreto per quella che è la mia professione.
Decido di salire a bordo di un treno quella della Lista "far crescere la professione ed i professionisti. Per crescere e per contare", era metà maggio. Mesi di lavoro, di tappe intermedie, di conoscenze reciproche, di approfondimenti e di confronto.
Mesi intensi, indubbiamente. Così come è stata intensa quella giornata di luglio, dove, per una serie di eventi (dei quali si è già discusso e non voglio riaccendere fiamme spente), il mio viaggio ha subito una brusca franata.
Non si era fermato, assolutamente no. E' stato un altro punto di partenza, una sosta un pò più lunga ai "pit stop" dove accettare e ragionare. Una sosta, dove ricaricare pile, energie anche mentali, dove accarezzare tutto il buono che era nato e farlo crescere.
Mi riferisco ad amicizie, a conoscenze nuove, penso ai momenti di condivisione che altrimenti non ci sarebbero stati.
Quella fermata ai "box" viene interrotta quando arriva la notizia che le elezioni erano state annullate.
Tutto, o quasi, da rifare.
Si scaldano nuovamente i motori, le ruote cambiate, benzina? Serbatoio pieno.
C'era da salire a bordo nuovamente.
Il viaggio riprende con momenti di riflessione, altri di incontro e scambio, altri più sereni e meno impegnativi.
Tutto fa parte del bagaglio.
La squadra è di nuovo al completo. 11 colleghi che hanno a cuore la loro professione, consapevoli che non possono fare tutto da soli, perchè sono l'unione e la condivisione che fanno la differenza.
Dopo diversi giri, il traguardo lo vedi, lo vedi per forza quella bandiera a scacchi che sventola si fa notare anche da te.
Stanchi, affaticati, coraggiosi, determinati e consapevoli di aver fatto tutto il possibile, si raggiunge la meta.
Certo conta il percorso, ma anche il risultato ha una sua importanza.
La squadra ha "perso" due componenti, la prima volta uno.
E' un grosso dispiacere, ma non è un "addio, viaggeremo senza di te", è:
"grazie per aver viaggiato con noi fino a qui, adesso è tempo per partire verso altre mete, tieniti pronto per salire a bordo!".
Il giorno dopo l'elezione del CROAS Piemonte penso questo, se ogni avventura viene vissuta come un viaggio...tieniti sempre a partire, carico e motivato.
Il momento arriva, sempre!
Chiara
Da lì è iniziato il viaggio. lì sono iniziati i pensieri, le riflessioni, le paure, ma insieme anche la voglia e la determinazione di voler fare qualcosa di concreto per quella che è la mia professione.
Decido di salire a bordo di un treno quella della Lista "far crescere la professione ed i professionisti. Per crescere e per contare", era metà maggio. Mesi di lavoro, di tappe intermedie, di conoscenze reciproche, di approfondimenti e di confronto.
Mesi intensi, indubbiamente. Così come è stata intensa quella giornata di luglio, dove, per una serie di eventi (dei quali si è già discusso e non voglio riaccendere fiamme spente), il mio viaggio ha subito una brusca franata.
Non si era fermato, assolutamente no. E' stato un altro punto di partenza, una sosta un pò più lunga ai "pit stop" dove accettare e ragionare. Una sosta, dove ricaricare pile, energie anche mentali, dove accarezzare tutto il buono che era nato e farlo crescere.
Mi riferisco ad amicizie, a conoscenze nuove, penso ai momenti di condivisione che altrimenti non ci sarebbero stati.
Quella fermata ai "box" viene interrotta quando arriva la notizia che le elezioni erano state annullate.
Tutto, o quasi, da rifare.
Si scaldano nuovamente i motori, le ruote cambiate, benzina? Serbatoio pieno.
C'era da salire a bordo nuovamente.
Il viaggio riprende con momenti di riflessione, altri di incontro e scambio, altri più sereni e meno impegnativi.
Tutto fa parte del bagaglio.
La squadra è di nuovo al completo. 11 colleghi che hanno a cuore la loro professione, consapevoli che non possono fare tutto da soli, perchè sono l'unione e la condivisione che fanno la differenza.
Dopo diversi giri, il traguardo lo vedi, lo vedi per forza quella bandiera a scacchi che sventola si fa notare anche da te.
Stanchi, affaticati, coraggiosi, determinati e consapevoli di aver fatto tutto il possibile, si raggiunge la meta.
Certo conta il percorso, ma anche il risultato ha una sua importanza.
La squadra ha "perso" due componenti, la prima volta uno.
E' un grosso dispiacere, ma non è un "addio, viaggeremo senza di te", è:
"grazie per aver viaggiato con noi fino a qui, adesso è tempo per partire verso altre mete, tieniti pronto per salire a bordo!".
Il giorno dopo l'elezione del CROAS Piemonte penso questo, se ogni avventura viene vissuta come un viaggio...tieniti sempre a partire, carico e motivato.
Il momento arriva, sempre!
Chiara
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martedì 4 marzo 2014
Una giornata diversa: invertiamo i ruoli - Parte II
Questa estate, in agosto, ho scritto questo post: http://pensierisocialidichiarabiraghi.blogspot.it/2013/08/una-giornata-diversa-invertiamo-i-ruoli.html
Un pò per gioco, un pò per caso ed un pò perchè mi piacciono le novità quella mattina di agosto con alcuni bambini abbiamo sperimentato lo scambio di ruolo.
Non era programmato e non c'è stato un lavoro dietro ma, essendo piaciuto ed avendolo trovato utile. con una mia collega abbiamo deciso di farlo un pò più strutturato.
Al mattino una parte più riflessiva ed al pomeriggio lo scambio - vero e proprio - di ruoli.
Per la mattinata, quindi, ho pensato di fare un lavoro centrato proprio sul significato di "ruolo".
Questo il ragionamento che ho fatto insieme ai bambini, con un pò di fatica ed un pò di ironia.
"Ci svegliamo la mattina ed inizia il nostro spettacolo, quante situazioni viviamo? In quanti posti andiamo? Quante cose facciamo? E quante persone incontriamo?
Ogni volta che incontriamo qualcuno, quando andiamo a scuola, quando andiamo all'allenamento, quando andiamo a pranzo dai nonni, quando ci troviamo qui tutti insieme, tutti noi, è come se stessimo recitando per uno spettacolo. Non siamo sul palco, viviamo la nostra vita, ma ognuno di noi ha un ruolo ben preciso.
Però, io vi chiedo, interpretiamo solo un ruolo?"
Alcune risposte sono state: "No" e la mia domanda, ovviamente è stata: "perchè".
Il più grande ha risposto "perchè è normale". La risposta mi è sembrata meravigliosa e mi ha aiutato a proseguire.
"Perchè è normale, vero, quindi, quando sono qui con voi è normale che io stia attenta a voi, al nostro gruppo e far in modo che voi stiate bene e che vi divertiate nei limiti delle nostre attività...ma ad esempio, la maestra o la professoressa cosa devono fare?"
"Sono cattive" dicono. Correggo dicendo "essere cattivi è un modo di essere, ma io ho chiesto che cosa devono fare?"
A questo punto la risposta è stata: "insegnare". Ho proseguito il discorso dicendo che ci sono caratteri diversi, ma che quella è un'altra storia che potremo affrontare un'altra volta.
"Ma..." chiedo, "Se l'insegnante vi cucinasse la pasta, l'allenatore vi insegnasse la matematica e vostra mamma vi facesse fare 10 giri dello stadio, cosa accadrebbe?"
"Sarebbe strano!" Certo, se prima era normale, adesso è strano!
"Questo "strano" lo possiamo chiamare "aspettativa" che significa: da una determinata persona che sa fare quel lavoro, oppure che ha una certa posizione anche nella nostra vita posso sapere oppure immaginare che avrà un certo comportamento e farà delle cose specifiche, insegnare, cucinare, coccolare, proteggere, educare, sgridare e premiare..."
Con l'aiuto dei miei fogli colorati ho steso sul pavimento: "ruolo / ruolo?" - "Aspettative" e ho continuato chiedendo loro di dirmi cosa si aspettavano da alcune figure e sono uscite parole: "Regole, responsabilità e divertimento".
Ho scritto, infine, su dei fogli alcune situazioni che loro ben conoscevano e ne abbiamo individuato ruoli ed aspettative. (Tengo a precisare, se guardate la foto, sotto la voce "famiglia" c'è: "cane e gatto", trovo che anche gli animali abbiano un ruolo nelle nostre vite" ed i bambini hanno apprezzato).
Difficile, a volte l'attenzione calava, ma il rumore di rotelline l'ho sentito ed io, come lo scorso agosto ho vissuto mondi meravigliosi.
Chiara
Un pò per gioco, un pò per caso ed un pò perchè mi piacciono le novità quella mattina di agosto con alcuni bambini abbiamo sperimentato lo scambio di ruolo.
Non era programmato e non c'è stato un lavoro dietro ma, essendo piaciuto ed avendolo trovato utile. con una mia collega abbiamo deciso di farlo un pò più strutturato.
Al mattino una parte più riflessiva ed al pomeriggio lo scambio - vero e proprio - di ruoli.
Per la mattinata, quindi, ho pensato di fare un lavoro centrato proprio sul significato di "ruolo".
Questo il ragionamento che ho fatto insieme ai bambini, con un pò di fatica ed un pò di ironia.
"Ci svegliamo la mattina ed inizia il nostro spettacolo, quante situazioni viviamo? In quanti posti andiamo? Quante cose facciamo? E quante persone incontriamo?
Ogni volta che incontriamo qualcuno, quando andiamo a scuola, quando andiamo all'allenamento, quando andiamo a pranzo dai nonni, quando ci troviamo qui tutti insieme, tutti noi, è come se stessimo recitando per uno spettacolo. Non siamo sul palco, viviamo la nostra vita, ma ognuno di noi ha un ruolo ben preciso.
Però, io vi chiedo, interpretiamo solo un ruolo?"
Alcune risposte sono state: "No" e la mia domanda, ovviamente è stata: "perchè".
Il più grande ha risposto "perchè è normale". La risposta mi è sembrata meravigliosa e mi ha aiutato a proseguire.
"Perchè è normale, vero, quindi, quando sono qui con voi è normale che io stia attenta a voi, al nostro gruppo e far in modo che voi stiate bene e che vi divertiate nei limiti delle nostre attività...ma ad esempio, la maestra o la professoressa cosa devono fare?"
"Sono cattive" dicono. Correggo dicendo "essere cattivi è un modo di essere, ma io ho chiesto che cosa devono fare?"
A questo punto la risposta è stata: "insegnare". Ho proseguito il discorso dicendo che ci sono caratteri diversi, ma che quella è un'altra storia che potremo affrontare un'altra volta.
"Ma..." chiedo, "Se l'insegnante vi cucinasse la pasta, l'allenatore vi insegnasse la matematica e vostra mamma vi facesse fare 10 giri dello stadio, cosa accadrebbe?"
"Sarebbe strano!" Certo, se prima era normale, adesso è strano!
"Questo "strano" lo possiamo chiamare "aspettativa" che significa: da una determinata persona che sa fare quel lavoro, oppure che ha una certa posizione anche nella nostra vita posso sapere oppure immaginare che avrà un certo comportamento e farà delle cose specifiche, insegnare, cucinare, coccolare, proteggere, educare, sgridare e premiare..."
Con l'aiuto dei miei fogli colorati ho steso sul pavimento: "ruolo / ruolo?" - "Aspettative" e ho continuato chiedendo loro di dirmi cosa si aspettavano da alcune figure e sono uscite parole: "Regole, responsabilità e divertimento".
Ho scritto, infine, su dei fogli alcune situazioni che loro ben conoscevano e ne abbiamo individuato ruoli ed aspettative. (Tengo a precisare, se guardate la foto, sotto la voce "famiglia" c'è: "cane e gatto", trovo che anche gli animali abbiano un ruolo nelle nostre vite" ed i bambini hanno apprezzato).
Difficile, a volte l'attenzione calava, ma il rumore di rotelline l'ho sentito ed io, come lo scorso agosto ho vissuto mondi meravigliosi.
Chiara
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