Terminati i 3 anni di studio, dopo aver superato almeno 24 esami, aver fatto un tirocinio (che si spera il più attinente possibile alla professione di Assistente Sociale), dopo aver scritto una Tesi e dopo averla discussa di fronte ad una commissione...cosa ha di fronte un neo dottore in servizio sociale e così come lui tanti altri laureati in altre discipline?
L'esame di Stato. Odiato? Sì tanto. Spaventoso? Sì, tanto! Ma perchè? Perchè questa tappa non è vista come un altro traguardo ma come un altro esame da superare, con le stesse ansie di quei 24?
Da un lato l'università non prepara come dovrebbe, e questo non solo perchè gli studenti non hanno voglia di studiare o di applicarsi, ma perchè spesso non viene trasmessa la passione, perchè tante volte vediamo passare gli esami a chi, invece, meritava di tornare un'altra volta, perchè tutti i libri che studiamo sono tanta teoria..ma l'indomani saremo davanti a persone in carne ed ossa, con problemi reali, caratteri diversi ed esigenze diverse.
Dall'altro perchè costa veramente tanto. Gli studenti hanno alle spalle una famiglia che li ha supportati nel suo percorso accademico, durante il quale, lo studente cerca di fare del suo meglio per restare "in corso", ma se lavori almeno di mezzo anno si sfora. Perchè far pagare quanto meno 400€ ad uno studente, che solitamente ha sì e no...24 anni? Se non abbiamo la possibilità di lavorare, questi soldi li dobbiamo chiedere e questo, sovente, è fonte di umiliazione.
Ma ancora mi chiedo...perchè una Commissione, rispettabilissima, mi deve interrogare su argomenti che altri docenti (suoi pari) hanno già avuto modo di esaminarmi? E se mi hanno promosso significa che quelle determinate nozioni le ho acquisite.
Certo viene da dire, se le sai già che problema c'è? Il problema, a mio avviso, c'è eccome.
Al posto di fare prove "simili" a quelle che sono state affrontate durante gli anni di studio, perchè non testano quanto il candidato sia effettivamente in grado di esercitare quella professione?
Mi viene da dire..perchè non fare una sorta di altro tirocinio durante il quale vengo veramente osservata, messa alla prova, esaminata e valutata? Previa, si intende, adeguata formazione universitaria..e con questo intendo sia il versante nozionistico (quindi valido, il più possibile aggiornato e completo, con la pratica che si unisce alla grammatica) e sul versante delle valutazioni (ossia essere severi il giusto, non far passare chiunque perchè tanto "prima o poi un altro collega la bloccherà!").
Non nego l'importanza della conoscenza di leggi, metodi, tecniche ed altri argomenti puramente teorici, ma la scuola dev'essere in grado di preparare gli studenti in maniera "professionale", dare tanti libri che non avvicinano lo studente alla professione non è così utile quanto si pensi.
Scambi, dibattiti, incontri, osservazione, sperimentazione e studio dovrebbero essere parole chiave nelle aule accademiche.